La filosofia di un coach

Ho preso spunto da una condivisione che ho ricevuto con alcune pagine di coach Wooden capo allenatore a UCLA.

Le pagine che ho letto e riletto molte volte da quando ho deciso di diventare un coach di uno sport bellissimo come la pallacanestro.

Per ulteriore condivisione e per meglio comprendere quello che vorrei trasmettere dal mio modesto punto di vista, allego qui di seguito le pagine di coach Wooden

la mia filosofia di allenatore wooden

Vorrei ora concentrarmi su alcune parole chiave che mi hanno colpito più di altre nelle righe di questa filosofia.

Coach come MAESTRO: il ruolo del coach nella vita quotidiana dei ragazzi che allena, è fondamentale per la crescita della personalità e della consapevolezza di se che questi “giocatori” otterranno; si evince che non solo il ruolo diventa dopo quello dei genitori essenziale ma diventa dominante se si pensa che questo maestro a differenza di molti altri maestri che i ragazzi incontrano parla una lingua comune non insegna solamente una materia ma la infonde con passione. Aspetto che porta questo maestro a mettere da parte il suo egocentrismo, spesso lo stesso Wooden ne fa menzione, ponendo al centro di tutto la crescita dell’uomo e dell’atleta.

Nel mio percorso di coach ho incontrato troppo spesso allenatori che ormai “saputi” non guardano ai ragazzi come centro di un mondo meraviglioso ma ad essi come mezzo per la propria esclusiva affermazione: niente di più sbagliato!

Gli atleti di talento e fisico per esaltare le capacità di coach non sono così tanti ma innumerevoli sono i ragazzi che meno talentosi si dedicano a questo sport con tenacia e passione chiedendo semplicemente che ci sia un coach capace di motivarli a superare il loro limite.

Wooden, inoltre evidenzia 5 principi base che hanno segnato anche il mio cammino di coach.

  1. Serietà nel programmare il proprio lavoro, nel rispettare questo impegno ma sopratutto nel dimostrare che solo attraverso un processo professionale si può crescere. Personalmente odio il termine “MINORS” molto utilizzato per identificare squadre meno blasonate e con minori possibilità economiche, quasi a significare che se queste sono squadre dalle quali non può che uscire solo amicizia e qualche birra di troppo. Serietà è per un coach far comprendere che la finale di un torneo tra oratori e la finale di NBA non devono avere meno intensità ma semplicemente differenti livelli di gioco dovuti a fisicità differenti e capacità acquisite differenti ma l’impegno e la motivazione devono necessariamente essere uguali anzi talvolta liberati dal vincolo economico anche maggiori.
  2. Entusiasmo. Si deduce da quanto appena scritto poco sopra che senza entusiasmo e senza la capacità di trasmetterlo un coach non potrà ottenere il risultato che si prefigge
  3. Condizione morale, mentale e fisica per essere sempre un modello a cui ispirarsi. Credo che poco importi se un coach sappia dimostrare quanto bravo sia ad eseguire in modo tecnicamente impeccabile un tiro ma sia invece essenziale che sappia dimostrare nei fatti la propria attenzione ai miglioramenti di ogni atleta e che possa essere esempio per la sua capacità di gestire le situazioni.
  4. Fondamentali. Lo sport che abbiamo deciso di allenare è forse tra i più complessi nei suoi fondamentali. Unico sport che ha un goal in posizione parallela al terreno e con gesti che non rientrano nei naturali gesti che ogni individuo può produrre inconsapevolmente, pensate ad un calcio ad un pallone ed alla sua naturale predisposizione ad eseguirlo, ma anche un palleggio della pallavolo che può nascere da un semplice tocco con una mano verso una palla lanciata in aria, pensate invece alla esecuzione di un tiro che invece non trova così tanti momenti di ripetibilità nel gioco quotidiano di un bambino. I fondamentali sono importanti nel basket e non finiscono mai di essere insegnati e perfezionati, riuscire a far comprendere ai propri atleti questo concetto è un grosso passo verso la loro maturità atletica.
  5. Infine lo Spirito di Squadra, che ultimo ma non ultimo è tra i principi base quello più complesso ed al quale un coach deve dare moltissima della sua energia per costruirlo, infonderlo e sedimentarlo all’interno del gruppo che allena.

Un coach è per sempre e ogni atleta che lo ha compreso porta con se nel suo cammino attraverso le tante squadre in cui giocherà e nei diversi livelli di difficoltà ai quali potrà ambire, quell’immenso bagaglio che ogni coach sarà stato capace di regalare.

Questa la mia filosofia di coaching che cerco di portare avanti con professionalità e metodo, indipendentemente dal livello tecnico delle squadre che ho avuto la fortuna di allenare fino ad oggi.

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