Un unica possibilità per il lavoro: Il Network

Una mia considerazione relativamente al mondo del lavoro è quella che evidenzia una unica possibilità di sopravvivenza delle realtà di crescita ed innovazione attraverso un proficuo lavoro di Networking.

Networking significa costruire relazioni con i player di settore, con il sistema della supply,  con il  mondo del customers e ovviamente con il sistema dei concorrenti.

Analizziamo in breve, per sommi capi, questi aspetti di Network e delle loro caratteristiche:

  • Relazioni con i player di settore significa aprirsi alle proprie idee mettendole a confronto con l’intero sistema del mercato. Oggi nell’era del web sharing, condividere il proprio sapere è la parte più importante; non mette affatto in difficoltà. Ovviamente ci sono argomenti trattabili in ambiente sharing e argomenti che hanno un alto livello di riservatezza ed è bene che una tale separazione permanga, tuttavia avere il coraggio del confronto è la manifestazione di una maggiore forza del proprio potenziale. Alimentare questo livello di network è possibile con azioni semplici di dialogo leale ed aperto con le altre compagini di mercato.
  • Relazionarsi con la propria supply chain è un modo per trovare soluzioni di innovazione, giocarsi il vantaggio di mettere a disposizione il proprio know how per un interscambio di valutazioni operative che consentano di essere parte integrante di un sistema di sviluppo dei vari progetti. La professionalità al servizio delle necessità che arrivano dal mercato. Pensate  al potenziale di un azienda del BtoC che ha uno stretto collegamento con il customer e che da esso può raccogliere le informazioni di gradimento del prodotto; unite alle esperienze di BtoB che possono invece cogliere le migliori opportunità in termini di profitto e di industrializzazione di un processo. Questo significa attivare un canale di doppio senso del flusso informativo.
  • Le relazioni con i customers possono pertanto venirne beneficiate. Alcuni anni fa si parlava della customers satisfaction come il fine ultimo di ogni attività commerciale; oggi dobbiamo aumentare questo livello, arricchire l’esperienza di acquisto di un qualcosa che permanga anche dopo l’acquisto stesso. Il consumatore vuole dare opinioni, ricevere feedback, in poche parole dialogare con chi ha messo in casa il prodotto, per essere certo di aver acquistato bene e per ricevere un plus ulteriore oltre al prodotto: la possibilità di guidare le scelte future del suo bisogno. Credo che la prossima evoluzione sarà la ricchezza della personalizzazione. Il prodotto diventerà qualcosa di realizzato esattamente per il cliente, sono già presenti dei casi vincenti di questo tipo di approccio, basti pensare alla auto “Mini” che può essere customizzata con moltissime personalizzazioni.
  • Infine il dialogo di network con i concorrenti diretti per evidenziare i pericoli del mercato o dei mercati. Questo è l’elemento più delicato, perché troppo facile sarebbe pensare di trovare un accordo che impedisca la corretta competizione di mercato, invece sempre più proficuo può essere la condivisione di esperienze formative, di valutazioni di mercato e di condivisione di quelle idee che non rivestendo la carica di stravolgimenti assoluti del mercato, possono essere l’espressione di un punto di vista differente e come tale possano dare un contributo di opinione e di punti di vista differenti da quelli che troppo spesso si trasformano in atteggiamenti auto referenziali che el aziende hanno della propria attività.

Questi alcuni dei motivi a mio avviso molto importanti dai quali partire per andare a realizzare una politica di networking fatta di azioni opportunamente mirate, di strategie curate e di risorse dedicate alla implementazione ed allo sviluppo del network stesso.

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