Le MPMI e l’innovazione digitale

L’altro giorno sono stato ad una presentazione di un bando per il finanziamento delle MPMI allo scopo di innovarsi tecnologicamente.

Quello che ho scoperto nell’ascoltare con attenzione le domande dei tanti imprenditori presenti, é che troppi di loro sono in una situazione di abbandono o di arretratezza digitale e spesso sono mal consigliati verso un reale valore di spesa da sostenere per fare esattamente quello che alle loro attività occorre realmente.

Cerco di illustrare il mio punto di vista, allo scopo di contribuire a scelte più consapevoli verso la tanto annunciata “impresa digitale”.

Scegliere di progredire verso il social business é oggi un dovere più che una necessità, ma cari amici imprenditori fattelo secondo piani strategici precisi.

Provate a contattare diverse società digitali e differenti consulenti, ma fate una valutazione oggettiva di quello che state cercando, prima di tutto di realizzare per le vostre imprese, poi se volete potete valutare l’obiettivo da raggiungere.

Nel 2013 e da li in avanti fare social business, affrontare argomenti della digitalizzazione imprenditoriale potrebbe essere un “già visto e vissuto” dove la consulenza ha di fatto approfittato della opportunità per sfruttare al massimo le aziende. Credo che molti ricorderanno il proliferare delle consulenze per ottenere la certificazione ISO 9001…

Impegnamo i tutti affinché non si faccia il medesimo percorso!

Alle imprese occorre un valore aggiunto, non un nuovo capitolo di spesa da gestire. Pertanto sarà opportuno che si dialoghi delle difficoltà in cui si versa, delle potenzialità che si pensa di avere e solo dopo di cosa si ha la opportunità di ottenere attraverso lo sfruttamento di quello che il social è in grado di permettere di ottenere.

Non è una legge divina che ci obbliga a considerare l’attività del social digitale come positiva. Dobbiamo comprendere se la nostra organizzazione, fatta talvolta della nostra volontà imprenditoriale, è in grado di affacciar si a questo mondo.

Personalmente, ritengo che la politica dei piccoli passi può essere percorsa da tutti, ma con piccoli passi di consapevolezza e di apprendimento del senso “antropologico” che queste implementazioni comportano.

Se non sei pronto é meglio starne lontano prima di produrre un danno che può rappresentare un boomerang dannoso più che utile alla conquista di uno spazio per uscire dalla crisi e tornare a veleggiare verso la crescita dei fatturati.

Sono ovviamente a vostra totale disposizione per approfondire l’argomento e comprendere con voi , quale percorso é maggiormente conveniente e quale spesa deve essere giustificabile nel vostro conto economico.

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