La crisi delle attività commerciali in Italia

Oggi leggevo sul Corriere della Sera l’articolo di cui vi allego il testo:

Ho così voluto fare alcune considerzioni molto importanti a rigurado delle cause che hanno prodotto questo scenario estremamente deprimente, ma dal quale possiamo attingere insegnamenti importanti per un rilancio delle attività di impresa.

  • una prima considerazione va fatta sul ruolo che in tutto questo ha avuto e continua ad avere la Grande Distribuzione, le politiche adottate da questo specifico settore a partire dal 1980 fino ad oggi sono state di competizione brutale a discapito di marginalità adeguate ad una corretta competizione del mercato. I gap a totale vantaggio della GDO sono enormi, formule di pagamento estremamente lunghe, improponibili ai negozianti. Location di commercio in aree vantaggiose dal punto di vista dell’investimento e politiche di aggressione del mercato senza una reale lungimiranza, tanto che oggi anche la GDO paga lo scotto della crisi con un calo importante del fatturato e dello scontrino medio.
  • una seconda considerazione va fatta verso la assoluta incapacità da parte delle attività commerciali di avere una visione prospettica per il futuro. Per anni tra il 1960 ed il 1980 hanno goduto di un background, che ha permesso loro evasione, elusione, esagerazione del calcolo dei margini, a discapito di una qualità del servizio molto spesso sempre uguale e quindi destinata a diventare vecchia ed obsoleta.
  • una terza considerazione va fatta su chi ha governato ( a destra come a sinistra) e sulle incapacità di dare un senso alla legiferazione in materia di commercio al dettagli dando nei vuoti legislativi un ulteriore vantaggio all’esplosione dei centri commerciali che avrebbero dovuto assorbire una forza lavoro che andava man mano diminuendo. Basti pensare che in una superficie da 20.000 mq di vendita lavorano al massimo 300/400 persone, ma che la stessa superficie riempie attività commerciali pari ad un numero decisamente inferiore rispetto alle attività commerciali decentrate e con un numero di operatori che non può essere assorbito. In questo senso le forze di potere avrebbero dovuto prevedere e alimentare innovazioni, evoluzioni e forse anche delle rivoluzioni nel mondo del commercio.

Queste considerazioni, che restano sempre mie personali opinioni, nascono tuttavia da una attenta visione delle difficoltà organizzative delle piccole attività commerciali e la loro scarsa attitudine a mettere in gioco delle alternative strutturali ed organizzative al dirompente strapotere della GDO.

Cosa si poteva e si può fare?

Sempre secondo la mia più che modesta opinione, ritengo che le attività che vogliono sopravvivere devono distinguersi per qualità, servizio, elementi accessori delle proprie attività andando a coprire una enorme fascia di mercato che necessità ancora e che necessiterà sempre di un supporto, della seria professionalità del commerciante, della specializzazione di settore che distinguendosi per una eccellente competenza, potrà riconquistare un settore importante del mercato.

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3 Comments

  1. Purtroppo questo è vero e ti evidenzio un esempio. Mia figlia recentemente aveva la voglia di stampare delle foto, foto fatte con smartphone, foto non professionali … ripeto aveva voglia di…e non necessità di! Quindi che fare? provati alcui negozi e punti sviluppo e stampa entra nel web e a 50 centesimi (un caffè qui nell’area milanese varia da 90 cent a 1 euro) stampa 50 foto che aggiungendo circa 3 euro (se ne avesse stampate 500 avrebbe comunque speso 3 euro di spedizione ;( ) le vengono recapitate a casa nell’arco di 36 ore. Ormai solo il termine “qualità” e nicchia di un servizio, assistenza post-vendita e consulenza diretta ai desk debbono essere la priorità…faccio il medico e l’osteopata e mi comporto come altri miei colleghi proprio così perche i servizi online non vorrei eseguissero consulenza osteopatica e medica a basso costo…buon lavoro gente!

  2. Purtroppo questo è vero e ti evidenzio un esempio. Mia figlia recentemente aveva la voglia di stampare delle foto, foto fatte con smartphone, foto non professionali … ripeto aveva voglia di…e non necessità di! Quindi che fare? provati alcui negozi e punti sviluppo e stampa entra nel web e a 50 centesimi (un caffè qui nell’area milanese varia da 90 cent a 1 euro) stampa 50 foto che aggiungendo circa 3 euro (se ne avesse stampate 500 avrebbe comunque speso 3 euro di spedizione ;( ) le vengono recapitate a casa nell’arco di 36 ore. Ormai solo il termine “qualità” e nicchia di un servizio, assistenza post-vendita e consulenza diretta ai desk debbono essere la priorità…faccio il medico e l’osteopata e mi comporto come altri miei colleghi proprio così perche i servizi online non vorrei eseguissero consulenza osteopatica e medica a basso costo…buon lavoro gente!

  3. Condivido la tua tesi sulla qualità imprenditoriale e che il futuro necessita di competenze specifiche e non generiche.
    Grazie
    Nicola Lops