Il futuro del negozio fisico

DSCN0268Da analisi recenti che ho potuto  condividere e da una serie di studi sempre più dettagliati e precisi su cosa sia meglio oggi tra una vendita tradizionale (chiamiamola fisica) ed un più progressista e moderna (chiamiamola online).

La realtà è come spesso accade, a mio avviso nel mezzo. E’ probabile che la vendita online nei prossimi anni ( 3/5) abbia una crescita ancor  più esponenziale rispetto ai numeri già presente nello scenario attuale. Il settore online nelle varie declinazioni presenti sul web cresce anche in periodi di crisi. Una curiosità italiana che deve far riflettere, l’abbigliamento e le calzature, settori in difficoltà nel 2012, nella vendita online sono cresciuti.

Cosa può significare tutto ciò? A mio avviso e non solo mio ma anche da parte di una quantità importante di addetti ai lavori che da oggi in avanti un negozio non può più accontentarsi di aprire la cler e aspettare i suoi clienti.

Non è più sufficiente essere pronti con il proprio personale a dare le risposte che il cliente si aspetta.

E’ necessario dare all’esperienza di acquisto un nuovo significato e offrendo servizi in anticipo, durante e post rispetto all’acquisto effettivo del bene e servizio.

Basti pensare che la percentuale di clienti possessori di smartphone che prima di finalizzare l’acquisto oggi consulta preventivamente le informazioni presenti online : il 74%

Questo 74% ha un rilievo non da poco se pensiamo che L’italia nel mondo è seconda solo alla Corea del Sud per possesso di Smartphone. Il lato negativo è che in Italia l’uso corretto dello smartphone come device è ancora ben lontano da percentuali di rilievo (18%) ma già per questo con un potenziale di crescita decisamente rilevante.

Sopratutto se nei prossimi anni le istituzioni si adopereranno per incentivare l’ampliamento e lo sviluppo della tanto famosa Banda Larga.

Quindi ogni negoziante già da subito, deve ripensare alla sua attività dedicando prima tempo e poi qualche risorsa economica per realizzare anche piccole implementazioni che abbiano lo scopo di offrire differenziazione rispetto al mercato esistente, che siano capaci di migliorare la lean della propria organizzazione e consentano sviluppi futuri per un sempre maggiore sfruttamento delle tecnologie “pro domo sua” nel senso che le tecnologie semplici ma efficaci dovranno essere al totale servizio del modo nuovo di fare business del negozio.

DSC_0621 copyOffrire professionalità attraverso un contatto diretto che non si esaurisce con l’acquisto ma che lo precede attraverso la condivisione di informazioni, promozioni e molto altro ( il negozio si apre ai suoi clienti in un ottica di sharing) , non trascurando l’aspetto fondamentale del rapporto post vendita atto a dare “fiducia” al cliente ed al contempo ottenendo le informazioni migliori per migliorare continuamente la proposta commerciale del negozio fisico.

Per realizzare questo occorre però competenza e nulla può essere improvvisato, serve organizzazione e programmazione pertanto necessaria la figura del consulente che in chiave di assoluta disponibilità: formerà, analizzerà i livelli di implementazione che possono essere sostenibili.

Diffidate da coloro i quali si sostituiscono al negoziante imponendo realizzazioni di cui il negozio non può sostenere ne costi ma nemmeno l’impegno organizzativo.

Resto disponibile ad approfondire ulteriormente il mio punto di vista e se lo desiderate potete contattarmi commentando il post.

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Il futuro del negozio fisico

DSCN0268Da analisi recenti che ho potuto  condividere e da una serie di studi sempre più dettagliati e precisi su cosa sia meglio oggi tra una vendita tradizionale (chiamiamola fisica) ed un più progressista e moderna (chiamiamola online).

La realtà è come spesso accade, a mio avviso nel mezzo. E’ probabile che la vendita online nei prossimi anni ( 3/5) abbia una crescita ancor  più esponenziale rispetto ai numeri già presente nello scenario attuale. Il settore online nelle varie declinazioni presenti sul web cresce anche in periodi di crisi. Una curiosità italiana che deve far riflettere, l’abbigliamento e le calzature, settori in difficoltà nel 2012, nella vendita online sono cresciuti.

Cosa può significare tutto ciò? A mio avviso e non solo mio ma anche da parte di una quantità importante di addetti ai lavori che da oggi in avanti un negozio non può più accontentarsi di aprire la cler e aspettare i suoi clienti.

Non è più sufficiente essere pronti con il proprio personale a dare le risposte che il cliente si aspetta.

E’ necessario dare all’esperienza di acquisto un nuovo significato e offrendo servizi in anticipo, durante e post rispetto all’acquisto effettivo del bene e servizio.

Basti pensare che la percentuale di clienti possessori di smartphone che prima di finalizzare l’acquisto oggi consulta preventivamente le informazioni presenti online : il 74%

Questo 74% ha un rilievo non da poco se pensiamo che L’italia nel mondo è seconda solo alla Corea del Sud per possesso di Smartphone. Il lato negativo è che in Italia l’uso corretto dello smartphone come device è ancora ben lontano da percentuali di rilievo (18%) ma già per questo con un potenziale di crescita decisamente rilevante.

Sopratutto se nei prossimi anni le istituzioni si adopereranno per incentivare l’ampliamento e lo sviluppo della tanto famosa Banda Larga.

Quindi ogni negoziante già da subito, deve ripensare alla sua attività dedicando prima tempo e poi qualche risorsa economica per realizzare anche piccole implementazioni che abbiano lo scopo di offrire differenziazione rispetto al mercato esistente, che siano capaci di migliorare la lean della propria organizzazione e consentano sviluppi futuri per un sempre maggiore sfruttamento delle tecnologie “pro domo sua” nel senso che le tecnologie semplici ma efficaci dovranno essere al totale servizio del modo nuovo di fare business del negozio.

DSC_0621 copyOffrire professionalità attraverso un contatto diretto che non si esaurisce con l’acquisto ma che lo precede attraverso la condivisione di informazioni, promozioni e molto altro ( il negozio si apre ai suoi clienti in un ottica di sharing) , non trascurando l’aspetto fondamentale del rapporto post vendita atto a dare “fiducia” al cliente ed al contempo ottenendo le informazioni migliori per migliorare continuamente la proposta commerciale del negozio fisico.

Per realizzare questo occorre però competenza e nulla può essere improvvisato, serve organizzazione e programmazione pertanto necessaria la figura del consulente che in chiave di assoluta disponibilità: formerà, analizzerà i livelli di implementazione che possono essere sostenibili.

Diffidate da coloro i quali si sostituiscono al negoziante imponendo realizzazioni di cui il negozio non può sostenere ne costi ma nemmeno l’impegno organizzativo.

Resto disponibile ad approfondire ulteriormente il mio punto di vista e se lo desiderate potete contattarmi commentando il post.

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