Da quale parte del fiume vuoi stare?

Troppo spesso siamo pronti a criticare e giudicare i comportamenti della vita sociale, pubblica e politica. Ancora più spesso siamo impietosi nel vedere le lacune e in modo puntuale abbiamo una capacità innata nel lanciare anatemi su quanto non ci piace e su quanto non va come noi vorremmo.

Rarissimamente però siam disposti a fare la nostra parte, mettere da parte l’anima “populista” e iniziare a cambiare il corso delle cose, mettendo noi è le nostre idee a giudizio del confronto con quanto non ci soddisfa.

Ho trovato questo breve scritto di A. Einstein che ci dice molto di quello che potremmo realizzare semplicemente passando dall’altra parte (da quella del fare anziché restare da quella del dire).

Leggendo e rileggendo le parole mi sono convinto che dobbiamo tutti nel nostro mondo uno spazio per rinnovare il paese e forse il mondo. Non serve solo fare politica, come la si intende negli anni che vediamo trascorrere, ma serve fare la politica come la descrivevano i filosofi che l’hanno ideata e costruita. Interessandoci alla vita sociale, modificando quotidianamente le assurde convinzioni che ci attanagliano.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.
L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

Concludo dicendo solo questo: ” vorrei un Italia dove si crea lavoro, dove si premia l’impegno, dove si tutela la salute e la crescita culturale , dove si fa progresso per come lo intendeva i grandissimo Einstein.”

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