CHANGE BLINDNESS: ANCHE NELLA VITA QUOTIDIANA?

Il fenomeno visivo noto come Change Blindness fa sì che evidenti cambiamenti nella scena o nell’immagine osservata possano non essere percepiti, se avvengono in un breve disturbo visivo.

Ciò avviene perché l’attenzione, fattore primario per la percezione del cambiamento, seleziona preferibilmente le informazioni legate agli elementi del primo piano (Mazza & Turatto, 2003). Come dimostrato da diverse ricerche, vi è un sostanziale aumento nel grado di cecità al cambiamento quando quest’ultimo avviene nello sfondo. Il presente lavoro vuole replicare l’esperimento di Mazza & Turatto per rilevare eventuali differenze riguardo il grado di cecità al cambiamento nella visione di scene di vita quotidiana rispetto a quelle di immagini standard.

INTRODUZIONE

 

Le ricerche condotte nell’ambito della percezione visiva hanno evidenziato la difficoltà, se non anche l’inabilità, da parte di un osservatore, di rilevare visivamente i cambiamenti (oggetti che appaiono o scompaiono, o che cambiano colore) avvenuti sullo sfondo di una scena ripresentata più volte consecutivamente in diverse versioni. (Mazza & Turatto, 2003)

Si ritengono “complici” del fenomeno disturbi visivi quali film-cut, blink, etc.. che avvengono in concomitanza con il cambiamento, inibendo il segnale normalmente associato ad esso.

L’attenzione appare essere il fattore cruciale per la percezione delle modifiche nella scena osservata: l’attenzione focalizzata, in particolare, permette di selezionare le informazioni relative a una particolare scena o configurazione visiva, notando quindi i cambiamenti avvenuti tra una versione e l’altra della scena.

La Change Blindness è stata indagata sin dagli anni Settanta nell’ambito di ricerche sui movimenti oculari e sulla memoria visiva.

L’aspetto interessante di queste ricerche sta nel fatto che dimostrano, contrariamente alle comuni convinzioni, che non siamo in grado di vedere tutto in ogni istante, ma che esistono innumerevoli elementi, dettagli, che sfuggono alla nostra attenzione e al nostro sguardo. Non è raro, per fare un esempio pratico, che durante la visione di un film lo spettatore coinvolto non noti minimamente cambiamenti evidenti tra un’inquadratura e la successiva della medesima scena.

Alla luce di ciò, il presente lavoro mira a indagare il fenomeno nell’ambito della visione di scene di vita quotidiana, allo scopo di osservare eventuali differenze nel grado di cecità al cambiamento rispetto alla visione di immagini standard.

Proprio per questo gli item utilizzati nell’esperimento sono 18 coppie di immagini fotografiche, somministrate con una presentazione random.

METODO

 

PARTECIPANTI

Hanno partecipato all’esperimento 30 studenti dell’Università di Pavia (5 maschi e 25 femmine), con vista normale o corretta.

MATERIALI

L’esperimento si è svolto in un’aula dell’Università.

Per l’esperimento si è reso necessario l’uso di un proiettore collegato ad un computer, con il quale sono stati proiettati sul monitor appeso al muro gli item.
Per la rilevazione dei dati è stato fornito un foglio di risposte con un elenco di caselle da 1 a 18.
DISEGNO

Il disegno scelto è stato between item: sono state proiettate 18 coppie di immagini a colori raffiguranti scene di vita quotidiana, di cui 12 manipolate e 6 fillers (item 2-5-9-11-15-16). Delle 12 immagini sperimentali, in 6 il cambiamento avveniva sullo sfondo (item 3-4-7-10-12-14), nelle altre 6 in primo piano (item 1-6-8-13-17-18).

Il disegno è stato di tipo within participants.

PROCEDURA

La somministrazione è stata collettiva. I partecipanti erano seduti di fronte al monitor, sul quale venivano proiettati gli item. La presentazione si è svolta in maniera random, con una sola lista di presentazione. Per ogni coppia di immagini è stata proiettata la prima versione, poi uno sfondo nero, infine la seconda versione, nella quale era presente il cambiamento. Ogni soggetto possedeva un foglio di risposte con il numero di item rilevati, cui assegnare un punteggio 1 = presenza di cambiamento oppure 0 = assenza di cambiamento.

RISULTATI

Primo piano Sfondo
Media      3,63    3,63
Deviazione standard (DS)     0,89   1,25
Valore di p     1,00
Valore di t     0,00

Tabella 1

Per l’analisi dei dati è stato utilizzato il test t di Student.

L’analisi statistica da noi effettuata ha rilevato che non c’è una differenza significativa tra le due condizioni (entrambe le medie 3.63).

DISCUSSIONE

Dai risultati ottenuti si evince che non è stato possibile replicare l’esperimento di Mazza & Turatto e che in questo disegno sperimentale non sono state trovate differenze rilevanti tra le due condizioni. Inoltre sono state evidenziate delle possibili problematiche del disegno riguardanti la scelta della somministrazione collettiva.

In conclusione, potrebbe essere interessante un secondo tentativo, eseguendo l’esperimento in condizioni più favorevoli.

BIBLIOGRAFIA

Mazza, V. & Turatto, M. (2003). Change blindness e organizzazione figura-sfondo. Giornale italiano di psicologia, 2, giugno 2003

Articolo e sperimentazione redatti da Gaia Zanzottera

studentessa del 2° anno di Psicologia presso l’Università di Pavia

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